per circa quattro mesi, nostra figlia ha detto banannna. tre n di fila, e si sentivano tutte. indicava la fruttiera e lo diceva con la solennità di chi dà un nome a una costellazione. poi un giorno, senza preavviso, l’ha detto bene. e non l’ha mai più detto male.

nessuno ha registrato banannna. ecco perché esiste Kaiary.

quello che sfugge alla fotocamera

le fotocamere sono bravissime con i volti. con le parole, un disastro. non colgono la parola inventata, il verso sbagliato di una canzone, quella volta che ha detto alla babysitter che sua sorella era «la responsabile del meteo». quei momenti restano in testa per una settimana circa, poi finiscono dove vanno a finire i calzini.

abbiamo disegnato la pagina che potrà conservare.

quello che abbiamo creato

Kaiary è un’app per iPhone che custodisce un diario privato dei ricordi di famiglia. conserva quello che sfugge alle foto: la nota vocale, la frase appuntata, la piccola storia che dimenticherai entro sabato. i momenti preferiti diventano pagine illustrate con protagonisti disegnati per somigliare alla tua famiglia. banannna è la prima pagina della nostra storia.

dimenticherai la parola. non dimenticherai di averla dimenticata.


se in questo momento a casa tua c’è una banannna, scrivila prima che imparino a dirla bene. basta questo.